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e più forte; una bontà che dovrebbe forse cambiar nome e chiamarsi giustizia; una bontà attiva che ci faccia ricercare i mali del prossimo, una giustizia serena che ci induca a compensarli con quanto noi abbiamo di migliore: l’intelligenza e la volontà.


L’eccesso di sensibilità nervosa, che è poi debolezza, non ha niente a vedere col sentimento. I moti generosi del cuore hanno ben altra sorgente.

Ora se una donnina grida al vedere una farfalla infilzata sopra uno spillo, la si crede molto sensibile e molto buona. Una volta le donne si chiamavano Cornelia, Lucrezia, Veturia, Virginia, Camilla, non sapevano nemmeno che cosa volesse dire la parola nervi, giurerei che una farfalla infilzata le lasciava indifferenti, e che perciò? Diremo