Pagina:Neera - Il libro di mio figlio.djvu/34

26 il libro di mio figlio


hanno la fortuna di morire sul campo dell’onore, rimpianti e adorati sempre.

Ma quelli che vivono lasciando giorno per giorno un lembo delle loro vesti ai rovi del sentiero, atterrando nella loro corsa cieca qualunque ostacolo, sia esso il cuore di una madre o l’onore di una sposa, sia una fortuna che dilapidano od una amicizia che tradiscono o una fede a cui vengono meno? Ma quando giunti al termine della loro esistenza, guardandosi indietro trovano di aver lacerato, disperso, perduto tutto — salute, affetti, considerazioni, ricchezza — qual è il loro grido? Essi dicono: Eppure non sono cattivo, non fui altro che leggiero!


Non essere cattivi è una forza passiva, quindi pressochè inutile. Buoni bisogna essere.

La bontà è una qualità innata del carattere