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dell’altra, più soggetta a scappatoie ed a mistificazioni.

Vi sono uomini conosciuti onestissimi dagli altri uomini, magistrati integerrimi, soldati leali, patrioti, cittadini senza macchia. La società li acclama galantuomini, sono stimati e onorati, proposti a modello. Ma quanti io ne conosco nel cui passato una donna piange ancora ed ebbe per essi la vita spezzata. Oh! quella debole voce perduta, soffocata nel coro degli elogi, ripete pur sempre inesorabilmente: «No, non sei interamente onesto!»

La malafede verso le donne è tanto più codarda in quanto che, nella maggioranza dei casi, la vittima non può lagnarsi ad alta voce.

Onora la donna, rispettala. Essa rappresenta un ideale sacro. L’omaggio che le tributerai più che a lei va al culto che essa informa, va al Dio di cui essa è l’altare.

Qualche volta l’altare è profanato, ma gli uomini onesti di tutte le religioni vene-