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Pagina:Neera - Il libro di mio figlio.djvu/111


il libro di mio figlio 103


Il pensiero è ciò che noi abbiamo di più sicuro. Per i piaceri materiali si ha sempre bisogno di qualcuno o di qualche cosa, nientre le gioie ideali si provano nello squallore di una soffitta, nel deserto, nel carcere, dovunque. I sensi ubbidiscono ad un contatto, il pensiero no. Dunque il pensiero è l’intima essenza nostra, il nostro valore, il nostro io superlativo.

Ecco l’aristocrazia vera, quella che sopraviverà a tutte le rivoluzioni, a tutti gli sconvolgimenti; quella che il volgo invidia, ma che non può distruggere, che il ricco sprezza, ma che non può comprare; quella che pone una barriera insuperabile tra l’individuo e la folla, tra gli uomini e l’uomo.


Regge e conserva ogni facoltà umana, fisica e morale, l’economia. Lo spreco del denaro conduce alla miseria,