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Pagina:Neera - Il libro di mio figlio.djvu/102

94 il libro di mio figlio


ligione altro non è che una infinita aspirazione d’amore.

Per alcune persone i bisogni psichici non vanno più in là del vaso di basilico coltivato sul davanzale della finestra o dei baci scambiati col canarino; della lettura del giornale o della banda che suona in piazza. Sono anime povere, anime piccine. La fiammolina del loro ideale si alimenta con una goccia.

Altre anime esistono per le quali, al contrario, il mondo reale non è sufficiente spazio. Anime sconfinate che tutto abbracciano, fiamme distruggitrici nei cui vortici ogni passione gitta i suoi torrenti senza che mai esse gridino: «basta!» A questa schiera appartengono principalmente i poeti e i pensatori, nella cui mente passa come un riflesso dei palpiti di tutto il mondo.

Amiamoli, figlio mio, mettiamoci sulla loro via; essi ci guideranno alla verità ed alla luce.