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non vedeva più in là della buona fortuna, e Minna che gli era apparsa nella migliore delle interpretazioni una incosciente poteva pur dirsi fortunata di trovare al suo primo fallo un uomo serio che non l’avrebbe compromessa. Alla confessione di quella sua lunga passione segreta, non solo non prestò fede, ma non prestò neppure attenzione, troppo lontano dalle cose sentimentali per poterle nemmeno comprendere.

Apparteneva alla categoria dei cerebrali a freddo. Nato per il pen¬siero e capace di morire per una propria visione di gloria o di bellezza, tutto ciò che riguarda le donne il loro amore le loro aspirazioni il loro destino doveva essere nel concetto che egli si formava dei valori scoria e numeri inutili.

Quando affermava che non aveva tempo di amare era sincero. Egli non amava che le verità dello spirito, non era curioso che del sapere; e queste verità e questa scienza inseguiva indefessamente, ansiosamente; era la sola cosa viva per lui.

Tutto il resto, uomini e donne, non contavano nulla, non rappre¬sentavano, non gli dicevano nulla; le donne meno ancora degli