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questo scorno che con grande indignazione della vecchia ella accolse con perfetta indifferenza Minna si era rifugiata nel ricamo, la soave occupazione delle donne antiche, dove la sua anima sognante adagiavasi libera nelle care fantasie del pensiero intanto che la mano creava opere di bellezza per gli occhi.

Ognuno dei fiori sorti con tanta leggiadria sotto le sue agili dita sapeva di quanta amorosa pazienza li aveva contornati il pensiero segreto dominante tutti gli atti della fanciulla; e quanta leggerezza di esecuzione quel continuo stato di estasi conferiva ai punti levati su dalla stoffa come battiti d’ala, come trilli d’allodola, come piccole scin¬tille scoppiettanti da un gran fuoco nascosto.

Minna faceva bello il suo lavoro e il lavoro abbelliva la sua solitudine con un tacito ricambio di armonie squisitamente femminili.

Quel giorno gli steli di una ghirlandetta che ella stava tramando sopra una sottile stoffa di velo avevano già risposto alle sue inquietudini celate, distendendosi con sicurezza sull’aereo tessuto, e ad ogni petalo