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di mutato alla sua vita? altra domanda alla quale tuttavia Minna non dava ascolto, troppo presa nelle ansie della prima, trepida per l’incontro che desiderava e che temeva ad un punto, avida della parola di Filippo e vergognosa de’ suoi sguardi.

Sospese le lezioni all’Accademia in causa delle ferie estive, Còn¬solo non aveva orario fisso; ma quando metà della giornata passò senza che egli apparisse, la fanciulla divenne inquieta e più che mai incre¬scioso la infastidiva il vaniloquio della sua compagna, stornandola dal pensare all’uomo amato senza riuscire a farglielo dimenticare.

A un momento, sotto il calore della giornata di luglio che gravava intenso nella piccola camera dove Minna lavorava insieme alla vecchia, una grande spossatezza la prese; il ricamo le cadde dalle mani allen¬tate e un sospiro le sollevò il petto. Forse in quel momento avrebbe parlato e guardò la vecchia con questa intenzione; ma nel piccolo spazio che le divideva sorsero all’improvviso tanti ostacoli, tante lon¬tananze di tempo e di affetti che era come se valli e burroni stessero fra di loro e la parola