Pagina:Neera - Duello d'anime, Milano, Treves, 1911.djvu/316


pupille colui che l’aveva giudicata indegna di accogliere un nobile ideale d’amore e se può chiamarsi trionfo il fiore amaro che spunta sulle rovine di un’anima ella offerse quel trionfo alla propria fede.

Quando la folla si disperse formando alla estremità dei viali pic¬coli punti neri brulicanti fra le tombe pensò che la parte migliore di Filippo sarebbe rimasta, atomo invisibile, seme diffuso in tutti quei cuori; e se anche nuovi uomini dovessero poi cadere sotto il peso di un sogno troppo vasto, altri uomini sempre più puri, sempre più ardenti ne avrebbero suggellata l’eredità immortale.

Il più sincero, il più convinto dei discepoli non era forse vicino a lei? Finiva allora Stello di pronunciare un discorso che aveva spri¬gionate scintille di entusiasmo e i pochi rimasti ne parlavano ancora tra loro e Stello vibrava nella sua timida sensibilità, eccitato, com¬mosso, raggiante.

Mai volta azzurra di cielo nè verde cornice di alberi aveva in quel luogo del pianto raccolto un più alto fervore di vita, uno slancio più unanime verso la perfezione. Minna se ne sentiva avvolta e pro¬tetta. Sullo sfondo