Pagina:Neera - Duello d'anime, Milano, Treves, 1911.djvu/315


Raccoglieva ella con profondo sentimento l’onda palpitante degli elogi che salivano alla memoria di Filippo e meglio ancora la tacita commozione che prese tutti i cuori quando, sollevata la tela che le ricopriva, apparvero magistral¬mente fuse nel bronzo le maschie sembianze di lui. Fu un momento indescrivibile, breve come tutto ciò che è intenso, ma in quel momento Minna assaporò come da una essenza concentrata l’aroma di mille rose in una goccia. Sentiva nell’insistenza degli sguardi che la venivano a cercare sotto il lungo velo di lutto l’importanza che il suo contegno aggiungeva alla perdita fatta. Nessuno dei presenti avrebbe mai saputo che appena morto Filippo ella aveva abbruciato un pacco di fogli scritti nel doppio delirio della febbre e dell’ambizione, ma tutti dovevano misurare dal suo dolore la grandezza del cuore che non batteva più.

Così ella voleva che Filippo sopravvivesse alto e puro. Così ella lo avrebbe portato sulle sue braccia alle soglie dell’ immortalità.

Ritta di contro al fiero volto che il bronzo riproduceva con mirabile efficacia, Minna osò guardare nelle immobili