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di orgoglio insaziato, ma sarebbe giunto. Era quello che voleva. Quale ambizioso ha mai discusso sui mezzi per arrivare?

« Tanto varrebbe supporlo ladro o traditore» aveva detto l’ ingenuo Stello; ed era ladro era traditore. I dolori passati, le ansie, l’inganno, le umiliazioni, il dispregio, tutto si allontanava, sfuggiva, scompariva dinanzi a questo orribile vero.

Minna ne fu atterrita. Non era più la sua persona, non era il suo amore e la sua felicità che naufragavano; era l’onore di Filippo, era quella fede in una suprema bellezza per cui gli si era data umilmente senza rimorso, per cui tanti giovani cuori prima di lei, dopo di lei lo avevano seguito in una via di ascensione che il tradimento di Filippo doveva spezzare forse per sempre.

Alle sue lagrime segrete si sarebbero aggiunte le lagrime di altri disillusi, il disinganno avrebbe tentato altre fedi; altre coscienze meno salde della sua sarebbero insorte negando, e così la propaggine del male esempio diramato giù per la china avrebbe investito, abbattuto, distrutto ciò che Minna aveva amato al mondo più ancora che l’amore.