Pagina:Neera - Duello d'anime, Milano, Treves, 1911.djvu/289


— 277 —

vivo e reale sotto la calunnia combattuta ingenuamente da Stello.

Colla nessuna pena che Filippo si dava per nascondersi agli occhi di Minna ella non poteva ignorare i fermenti della sua ambizione delusa nello scacco delle ultime elezioni.

L’altalena degli accasciamenti, delle ire subitanee, delle cupe preoccupazioni, degli scatti ingiustificati, tutte le debolezze, tutte le defezioni che sfuggivano agli amici ed agli ammiratori l’umile donna vedeva e raccoglieva tacitamente perché una donna può sempre scorgere un lato dell’uomo che gli altri uomini non sanno vedere.

L’amore medesimo di cui ella avea circondato Filippo la collocava in una situazione speciale, le conferiva speciali diritti. Chi lo aveva adorato con eguale tenerezza se non forse Stello? Pure Stello non conosceva gli spasimi di due anni di desiderio e l’olocausto di se stessa compiuto in un istante, e le lagrime, e lo strazio di una vita spezzata per sempre. Stello credeva ancora.

Ma lei che aveva visto cadere giorno per