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Il banchetto finì in un frastuono di grida festose e di sedie smosse. Vi fu un momento di confusione durante il quale Minna tentò di avvicinarsi a suo marito e stava per raggiungerlo quando la stessa vocetta da sirena che aveva udito poc’anzi pronunciò con un singo¬lare accento che stava fra la preghiera e il comando: « Mi volete offrire il vostro braccio, Cònsolo? », e nello stesso tempo una figura femminile vestita di verde con frangie d’oro si appese al braccio di Filippo trascinandolo lontano.

Minna non amava più suo marito e non conservava nessuna illu¬sione sul suo conto, ma nella provocazione di quell’atto e nel modo col quale si svolse avvertì un’offesa latente alla sua dignità di moglie, alla sua delicatezza di donna.

L’Agrati era scomparso. Si trovò, si sentì sopratutto, sola: mac¬chinalmente i passi la portarono dietro a Filippo, non potendo stac¬care gli occhi dalla ignota che gli stava appesa al braccio con evidente abbandono, curiosa di mirarla in volto. La persona non era bella; meschina di forme appariva schiacciata sotto 1’ abito troppo ricco e quelle frangie