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— Ah ! sei tu Agrati? - esclamò Pesaro voltando il capo - non credevo che saresti venuto.

— Tre cose sono sacre - dichiarò Marco Agrati - il danaro, la digestione e la parola data.

— Anche l’amicizia.

— Ma che ! Amico, nemico, sono due faccie della stessa cosa. Oggi mi stai davanti e ti chiamo amico, domani a tergo non mi cu¬rerò più di te.

— Grazie - rispose ridendo Guido Pesaro a cui era da lungo tempo palese l’ironia amara dell’Agrati.

Intanto la sala si era riempita di gente che a poco a poco scam¬biandosi dei complimenti, cedendosi il passo con dei scusi, pardon, la prego, andava prendendo posto intorno alla tavola. A Minna toccò di avere alla sua destra l’Agrati; a sinistra un signore che non co¬nosceva. Filippo si trovava quasi al centro della tavola, vicino a Dai¬sini. Minna lo scorgeva attraverso una diagonale in mezzo alla quale ondeggiava rilucente di fresco oro la bionda testa della