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che era la conseguenza immediata della lotta interna.

— Daisini solo è sicuro del suo collegio — aveva detto Cònsolo rispondendo al voto fiducioso di Stello il quale si affrettò a soggiungere:

— Ammetto la vittoria facile per Daisini circondato com’egli è di elettori antichi e fedeli, ma anche tu hai amici fedeli disposti a combattere fino all’ultimo sangue per la tua riuscita. Non ne dubiterai spero.

Marco Agrati che stava mordendo il manico ricurvo della sua indivisibile canna soggiunse senza alzare gli occhi:

— Molto più che il nostro amico è al riparo dello scandalo suscitato or ora dall’onorevole Lippari.

— Uno scandalo? — interrogò Stello.

— Sì... Filippo lo conosce certamente. L’onorevole Lippari per impedire la candidatura del suo rivale Tommasi ha saputo scovare una storiella di fanciulla sedotta e abbandonata che in questi tempi di ricerca della paternità e di femminismo a oltranza non può mancare di procurargli dei fastidi e fors’anche impedirgli l’elezione.