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Oh! sì, era molto felice. Il raggio luminoso dei trionfatori metteva una nota squillante sulla sua fisionomia per solito così timida e sco¬lorita. Aveva la parola più sciolta, il passo più disinvolto; il fiore della gioia era sbocciato nel suo cuore inghirlandandola tutta; disotto alla flanellina leggera dell’abito il suo seno palpitava come palpita la gola di un uccello quando canta.

Pure Stello pensava con inesplicabile rimpianto al giorno lontano in cui l’aveva trovata sola, triste, ammalata e alla strana conversa¬zione seguita tra loro, piena di confidenza improvvisa e di profondi fascini. La ricordava Minna ? Era già sposata allora?

Minna avvertì la nube sulla fronte del suo giovane amico e con materna sollecitudine abbondò di cortesie, rammentando come anch’egli fosse solo al mondo bisognoso di affetti in aspettativa forse dell’ora luminosa che sorrideva a lei. Avrebbe voluto dargli un po’ della sua gioia, ma non sapeva in qual modo. Lo guidava intanto di camera in camera finchè giunta alla soglia della sua propria si arrestò, mostran¬dogli attraverso l’uscio socchiuso il bambino