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per guidarla verso la luce, per quanto grande fosse il compito richiesto, anzi appunto per ciò, si sentiva crescere meravigliosamente il coraggio.

Rivelazione piena di tenerezza alla quale non aveva mai pensato prima, che nella singolare solitudine della sua casa le era sempre man¬cata l’occasione di osservare, le appariva ora l’abbandono inerme dell’uomo appena nato; fragile abbozzo che non potrebbe campare nè crescere se una donna non gli prodigasse le più delicate cure. Il sim¬bolo della madre sorgendo dinanzi a lei nella sublime maestà d’una missione unica al mondo le schiudeva il segreto di tutte le bellezze create e la investiva di una autorità che se non manifestavasi ancora in forma concreta esisteva però già in potenza prendendo dominio di tutto il suo essere interiore.

Aveva gran bisogno Minna di questo aiuto invisibile, di questo occulto germinare di forze perché i giorni dell’attesa ricominciarono lunghi, lenti, monotoni, spossanti nel loro vano risorgere di illusioni che ogni mattino faceva sbocciare e che ella seppelliva