Pagina:Neera - Duello d'anime, Milano, Treves, 1911.djvu/154


della loro esistenza ?... Questo pensiero, questo dubbio, questa speranza, comunque si atteg¬giasse l’ascoso desiderio della sua anima era desso che saliva lentamente dai più profondi recessi della sua sensibilità : saliva, saliva a dominare ogn’altro pensiero; così forte che ella temeva di tradirsi ; poichè avea giurato a sè stessa che non ne avrebbe parlato per la prima, mai, a costo di soffrirne, a costo di morirne, mai ella avrebbe chiesto una ricompensa al suo amore !

Il giorno che precedette la dipartita ella salutò dal balcone tutti i suoi amici inanimati: il canale così limpido e festoso per le acque appena rinnovate scorrenti nell’alveo mondo; gli alberi dei giardini intorno turgidi delle prime gemme; le note case, il ponticello dell’Ospedale lontano tagliato netto sullo sfondo che si incurvava laggiù verso Porta Romana con bagliori di padiglioni serici frangiati d’oro; e le alte vette dei due platani cui l’avvinceva una così lunga e miste¬riosa simpatia; e i draghi paurosi sporgenti dal tetto come oscure minaccie sospese...

Quale grande cambiamento sarebbe avvenuto