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tica consumato tre abiti di ferro, tre bastoni di ferro, tre paia di scarpe di ferro prima di congiungersi all’amato? Mostrerebbe ella minor pazienza e minor coraggio?

Era già una cosa grande che ella portasse nelle sue viscere il figlio di Filippo. Questo pensiero, quando ella riusciva a impadronirsene profondamente, aveva il meraviglioso potere di fugare gli assalti dello scoraggiamento. Le responsabilità del suo stato allora lungi dall’abbatterla le sviluppavano nuove energie. Si sentiva la depositaria del sangue stesso e dell’anima di Filippo; una parte di lui non era già trasmigrata nelle sue vene? La vita nuova che le pulsava dentro non era forse la vita di Filippo? L’essere unico che doveva nascere da loro due la consacrava, prima ancora di mostrarsi, nella solenne nobiltà di madre e dinanzi all’augusto mistero, qualunque fossero le sue preoccupazioni, Minna provava quel movimento fluttuante di inesplicabile orgoglio che avviluppa in certi istanti tutto l’essere come una carezza invisibile.

Era veramente orgoglio, od era la semplice rivelazione di una forza latente, del