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DUELLO D’ANIME


Un libro dovrebbe essere
un’anima, che si confessa


Stello vedendo illuminate le finestre del Circolo a quell’ora (oltre mezzanotte) ebbe un lieto sussulto e affrettò il passo sotto il portone ancora aperto, mentre da un piccolo uscio laterale giungevano rumori di sedie smosse e voci alte fra le quali dominava un grido festoso: Viva Filippo Consolo!

Il giovinetto — Stello aveva appena vent’anni ed era così esile da sembrare ancora adolescente — spinse quell’uscio con veemenza passando rapido attraverso un breve locale che serviva da vestibolo per entrare nell’unica sala del Circolo dove una quindicina di persone stavano aggruppate, quasi