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era taciturno; era sempre taciturno vicino a lei quando non parlava l’istinto sessuale e se, al tempo dei loro ritrovi segreti, Minna poteva essersi illusa a tale proposito, avvertiva ora con sicurezza la sistematica assenza del suo amante in quelle soste dei sensi, quando all’incontro ella si sentiva trascinata verso una fusione intima e profonda di ciò che maggiormente aveva amato in Filippo, l’ardore dello spirito che in lei stessa anelava ad una sempre più eccelsa attività.

La sua impressione costante era quella di un assetato che attratto dalla freschezza cristallina di una sorgente vi accorre, e come vi era accorsa ! ma appena giunto la trova arida ed asciutta.

Nel salottino della trattoria, piccolo, tappezzato di rosso con fiorami gialli, tiepido di una atmosfera afosa nella quale passava a tratti odore di tabacco e odore di cavoli bruciati, Minna avvertì subito un senso di malessere. Per quanto avesse dichiarato di avere appetito toccò appena il cibo, oppressa da quegli odori, suggestionata dalle tinte stridenti della tappezzeria che nello stato di debolezza in cui si tro¬vava assumevano