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sforzi che faceva per infrenarle e questo dolore compenetrato di una indicibile pietà la lasciava perplessa ed incerta. Quale era stato dunque l’effetto della lettera? Ella si era preparata a vederlo agitato, convulso, in preda all’orgasmo ed alla follìa, forse ad uno di quegli accessi epilettici che lo avevano assalito qualche volta nel passaggio dalla adolescenza alla giovinezza. E non accadeva nulla di tutto ciò, e Meme continuava a piangere dentro di sè, in silenzio, con un velo di lagrime immobile sulle pupille come se egli avesse abbassato quella cortina fra sè e il mondo, fra sè e le cose, per isolarsi nel suo dolore.

Finalmente accorgendosi della presenza della sorella e incoraggiato dal di lei contegno che appariva tutto tenerezza ed amore esclamò con un gran sospiro:

— Povera fanciulla!

Il cuore di Renata diede un balzo per la gioia. Era dunque questa la cagione del pianto di Meme? la compassione per Elganine?... Ah! davvero Meme era straordinario. Ella lo avrebbe abbracciato in quell’istante, sincerissimamente, a vederlo en-