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98 addio!


neri brillanti del fuoco della gioventù. Era una bellissima vecchia, alta, ritta, calzata con civetteria e vestita da gran signora. La sua mano piccolissima nascondeva le infedeltà del tempo entro guanti chiari di pelle di Svezia, sui quali ricadevano ampi manichini di pizzo.

La principessa non mi avrebbe per nulla fatto maraviglia dicendo che aveva un amante.

Ma ella viveva da cenobita e da filosofo in mezzo alle tentazioni; era uno spirito liberale, umoristico, un po’ volterriano; buona donna e brava in tutta l’estensione della parola.

Il suo incontro modificò l’itinerario pastorale della nostra esistenza e sparse qualche raggio di gaiezza sui rapporti malinconici tra me e mio marito.

Si rammentarono naturalmente gli amici lontani e il nome del marchese non fu l’ultimo a comparire.

Un giorno la principessa che aveva un debole per lui, lo confessava molto volentieri, lagnavasi di non averlo veduto da molto, ma da molto tempo.