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gl’importa un frullo di spenderle tutte per pagare una merenda. Denaro, e poi allegri! Quando poi ha bevuto diventa certo come tutti gli altri uomini un po’ caldo, parla alto, prende fuoco, e non tollera che alcuno gli contraddica.1

Fra le nobili e colte persone però si parla o lingua pura italiana, o un dialetto almeno

  1. Per dare anche un saggio di poesia in dialetto naune, nella quale la misura ajuta a regolar la pronunzia, si riporta uno squarcio di versi tolti da una cantata del già citato dott. Sieli da Cles, pubblicata per l’elezione del penultimo Principe Vescovo di Trento. Egli chiude apostrofando così la sua musa:

        Se chiapitastu mai da quei Signori
        Recordet prima ed farghie reverenza,
        Fa part del to dover, usa creanza,
                                                   Ma con mainera.

        Congratulet, consolet e raliegret
        E faghie en compliment al mei che puessest,
        Per ste felicità che suei le è mezze
                                                   E mezze nosse.

        Dighie: che ’d sti ardiment i ’t compatissa,
        Che quel che as ditt, as ditt tutt da bon cuer,
        E da consolazion che sia stat fatta
                                                  Giustizia al merit.

        Dì: che del Tever no n’ast tastà goccia,
        Che ti del mar Tiren no ast vist le rive,
        Che ’l to parlar l’ è stà per in eterno
                                                    Scletissim Nones.