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il mio diario di guerra 67

E’ giunto il colonnello. Anche Padre Michele, il cappellano del reggimento, è arrivato. Ma gli scotta il terreno sotto i piedi.

Ieri sera sono stato di corvée. Mi sono successivamente caricato di cento sacchetti vuoti che dovranno poi — riempiti di terra — servirci per i nostri ripari; di una cassa di bombe e di una scudo d’acciaio che d’ora innanzi proteggerà coloro che devono tagliare i reticolati. Ma pesa molto: tredici chilogrammi e mezzo. Finito di lavorare a mezzanotte. Stanchissimo. Il fuoco di fucileria degli alpini sul Vrsig mi ha svegliato verso l’alba. Tuonano i nostri cannoni, ma l’attacco, si dice, è rinviato a domani.