Pagina:Mussolini - Il mio diario di guerra, 1923.djvu/139


benito mussolini 131

Divaghiamo. Tipi di soldati. Ascenzo Memore, del distretto di Savona, marinaio di mestiere. Basta mostrargli una cartolina illustrata con una barca per fargli sentire tutte le acute nostalgie del mare.

Nato a Final Marina. I suoi racconti de la vita marinaresca m’interessano. Fa il soldato volentieri e odia i tedeschi. Lo chiamiamo marinaretto. Abbiamo invece affibbiato il soprannome di arabetto a Ezio Lucchetti che è nato e vissuto a Costantinopoli, dove la famiglia sua è rimasta sotto la protezione degli Stati Uniti, mentre lui tornava volontariamente in Italia per la guerra. Ha un po’ la silhouette del turco. Calmo, flemmatico parla in italiano con un leggero accento esotico un po’ turco e un po' francese. Fuma... come un turco. Una sigaretta gli pende continuamente dalla bocca un'altra sta, di riserva, sull'orecchio destro. Quando Ascenzo vuole «sfottere» l'Arabetto, lo chiama «aggregato all'Italia». E allora l' Arabetto perde la sua calma abituale e «scatta» per proclamarsi «italiano» di razza e di sentimento

Pomeriggio. Arriva la posta. Tutta roba in ritardo. La posta nuova non ha ancora, come diciamo nel nostro gergo, «trovata la strada».

6 Aprile.


Giornata movimentata quella d’oggi. Scrivo queste righe, a notte alta, nel «blockhouse» illuminato da un mozzicone di candela. I miei compagni dormono. Stamani ho compiuto la solita ri-