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mo di Dicembre del 1129. quaranta meli ili punto da cbe.partendo.dal Collegio di Bologna in’era pollo in ca mmino per quella Provi aria « Quivi fui ricevute a braccia aperte colie più tenere Vifcere di carità dal Padre Diego Igna¬ zio Altainirano, vecchio venerabile fertuagena- rio, molto riguardevole in quelle patti per la fua condizióne , dottrina , è fantirà ingoiare . Le finezze poi, che mi fecero gl’ Indiani ; non faprei come efprimerle» Mi vennero incontro , mi fi affollarono attorno , chi mi baciava la ma¬ no chi li congratulava nteco per efiere-final¬ mente giuiìto al loro paefe ; chi mi ringraziava

per effere Venuto si di lontano , e per avére

pattato il "Paraguaz», cioè il Mare, ed avete abbandonata la Patria, gnaadì ra/hupae, come elfi' dietimo/cioè per noftro autore, aggtuznéndo mil¬ le ringraziamenti » Tale fu il giubrlo , che pro¬ vai .in vedermi finalménte gunto ai termine de- fiderato, che mi feordai. follo di tutti i pati* meati pa fiati , e farei, - pronto ad -incontrarli dì naovo milito maggiori per la COnfolazione di faticare per . rutta làvftafra quelle povere gèn¬ ti . L’unica cófa, che mi dà qualche travaglio, è la Lingua diffidili dima . Contuttociò mi- vado tanto induflriattio, che già fon quafi'due meli, che faccio la Domina (olita d’ogni giorno ai Fanciulli, . he è il miniftero dr . maggior natio ge¬ nio, e di forte maggior guadagno. -Ne mi man¬ ca giammai nuraerofa udienza ; perchè fecóndo il. Catalogo qui le Fanciulle fino- a 4 quindici anni fono mille e due, e r Fanciulli novecento f flanra. E quantunque di tanto in tanto erri qualche parola, intendono molto bene ciò , che voglio dire, ficcome io intendo elfi, quando gl’