Pagina:Muratori-Cristianesimo Felice-vol 1-1752.djvu/156

nere ed offérvar da i poderi per eonfervarle'; Ma intanto -fra a noi lecito di credere-col Cu-, reai, e con Altri pratici 'delle tede Indiane, che;, quelle per l’intendifterito non son da meno di noi.


CAPITOLO XVIII.


Regolamenti pel felice e buon governo di que’ Popoli.


OSserviamo ora ciò che influifce a mantener fra ,que’ Popoli, la felicità finquì defcritta.. A gli .occhi e al giudizio denoftri Europei quei. foli fembrano felici, che,godono pofti onorevo¬ li , pofleggono molta roba e danaro., veftpno. pompofamente,. e poflono lautamente. imbandire la lor tavola- Con appdfte maffrme lì regolano le pjcciofa Repub.blicne de gl’indiani del Fara- guai. Appunto perchè non hanno ambizione , o fia defìderro d’onori v che vada lor pungendo il cuore; perqhè han quello che batta- al loro fo- ftentamentO;,. pè curano il luffo, contenti del po¬ co : fi reputano etti ben trattati dalla divina- Provvidenza,, é, vivono con una mir^bil : quiete.. Perciò quivi più che altrove avrebbe trovato il P« Battoli la Povertà contenta. Non ufano §chia- vi fra.loro, come in tanti altri paefi dominati, da gli Spagnuoli ; non. hanno Padroni , a’quali, fervano, e.che li maltrattino. Ognuno è padro-' ne in cafa fu a ; ognuno ha un, podere , che è. iuo, o almeno a lui predato dalla Repùbblica»- acciocché divenga fuo tutto quello che indi fi raccoglie, feqza dov.etne.contribuire parte alcu¬ na al Principe;, a riferva di una Pezza da otto. Chi è più bravo e follecito alla colt,ura e al hvoro, tanto più ne ricava in utile proprio . /. Parte L K Suol'