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Del Paraguai. 133


CAPITOLO XVII.


Della felicità temporale de’ novelli Cristiani del Paraguai.


NOn è minor detta fprritualelk-feiiéfrà tem¬ porale, che godono gl’indiani Fedeli hei- ìe Provincie dell’ America Meridionale J felici tè, che raolt de gli Europei avvezzi al lutto , alla grandiofità, e a i piaceri,'non fapranno ricono- fetìre fra quella povera gente , ma che confide- rata fecondo i veri 'prìncipi ; effettivamente ivi fi traeva, e in qualche parte fi può dir molto fuperiore atto fiata.di.molti Popoli d’Europa » La libertà ben regolata , la fufficiente provvi¬ gione-pel vieto, vefiito, ed albergo, là pace pub* blica, e .la tranquillità dell’animo, fono a mi© credere*» veri e aodi ingredienti, che formano la felicita di un Popolo. Ora gli abltanth nelle Ri¬ duzioni Griftiaoe finqui ddferitre fon veramente Sudditi de, i Cattolici Monarchi delle Spagne , •e dipendono da i Regii Governatori delle tre grati Provincie del Tucuman , del Rio della Piata!,' e 'del; Paraguai ; ma Sudditi con -sì lieve pefo ; e condiziodi cotanto miti è piacevoli Ag¬ gettati alla Corona’' di Spagna, che ritengono qitafi tétta, la»lor libertà , e veramente fi go¬ vernano cadauna d’ette in fórma di Repubblica. Al dominio àncora de’faggi Romani fi fùggetta- . vano una volta varj Pòpoli con, sì difereto vaf- fallaggio ;, Che-poco' dall1 uti canto perdevano della lor.libertà, e guadagnavano dall' altro la difefa e protezione di una -sì potente Repubbli¬ ca, per cui reftavano illefi'da molti: malanni », da’qirali' non aVrebbono potuto da sè. foli guar* I 3 darfi .