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Pagina:Morandi - Origine della lingua italiana.djvu/59


della lingua italiana 47

mente dal riguardare le lingue neolatine da un solo lato della loro formazione; dal lato, cioè, in cui, per le condizioni sociali, prevalse l’elemento volgare.


VII.


Ma, dirà qualcuno, puerizia, puerile, puerilità, felino, e tanti altri vocaboli di questo genere, poterono esser desunti dal latino per opera de’ letterati, quand’esso era già morto, e poi dai libri entrare nell’uso delle persone civili; giacchè se, per esempio, pueritia fosse passato per il crogiuolo della fonetica popolare, molto probabilmente ci avrebbe dato puerezza, o poverezza, o qualcosa di simile.

Ecco: che nelle lingue romanze, e specialmente nella nostra, ci sia un gran numero di vocaboli, non derivati dal latino per formazione popolare, è un fatto indubitabile; e in francese si hanno anche norme generali e sicure per riconoscerli subito.

Il francese (l’abbiamo già accennato) conservò non meno delle lingue sorelle, l’accento tonico sulla medesima sillaba che l’aveva in latino; quantunque, per una forte contrazione della parola, creasse un sistema d’accentuazione assai differente, nel quale l’accento, invece di posare come in latino sulla penultima o sull’antipenultima, posa sull’ultima o sulla penultima: amáre (aimér), ju-