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tallero aveva il tipo stesso, e che in Bologna con bando del 4 agosto 1612 fu valutato lire 2. 13 ed in Mantova con bando del 19 settembre 1614 L. 4. 13. A pag. 147 e 148 riportansi due gride di Sabbionetta del 9 settembre 1612, e 3 maggio 1616 nelle quali si dà corso di lire sei ai denari di Parma, Mantova, e dello Spinola solite spendersi per cinque anselmini.

Una grida di Mantova del 14 settembre 1614 dà corso al tallero del Conte di Tassarolo per L. 4. 13.

Nel tomo V, pag. 220 stampa lo stesso Zanetti una nota di Monete saggiate in Parma nel 1606, ed accenna per errore una moneta di Agostino Malaspina invece di Spinola, e le dà valore di L. 10. 9. Parla pure del ducatone di Tassarolo valutato L. 7. 6 e dell’ongaro calcolato L. 10. In nota poi parla dello stesso ducatone e dell’altra moneta, chiamata daldre, e degli ongari. Altra moneta di Tassarolo accenna alla pag. 224 riportando una tariffa di Parma del 1609, che a quella dello Spinola da corso di L. 11. 3, ed altra tariffa dello stesso paese vedesi a pagina 229, ed è del 1616 e si parla nuovamente di una moneta dello Spinola, che affermasi del valore vero di lire 10 e 9, sebbene corra comunemente per L. 14. 3. A pag. 242 nomina il pezzo da due reali dello Spinola, e gli assegna la bontà di oncie 7 e 10. E come a Parma stessa nel 1623 si fe’ saggio di varie monete, così quel dotto Numismatico ne presenta il risultato a pagina 244, ed il ducatone dello Spinola è stimato della bontà di oncie 10, 8 ½ mentre la tariffa di Anversa nel 1627 gli dà la bontà di denari 11. 6, e nell’opera del Saraceno gli viene attribuita quella di danari 11. 8.

Il Bellini nell’Antica lira ferrarese porta una grida di