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Nessun dubbio che la figura rappresentata sia di Carlo messa a luogo del nome, e probabilmente fu coniato nell’occasione della solenne sua incoronazione, messigli in mano la spada ed il vessillo quale Tutor et Defensor Romanae Ecclesiae, come lui stesso intitolavasi.

Morto Carlo Magno nel gennaio dell’814, Leone il nome del suo successor mise sulle monete (Tav. II, N° 3) cioè LODOVVICVS e nel campo lo stesso monogramma usato dal padre, e conservando il primiero rovescio, così credo sia dello stesso peso degli altri, quanunque non lo abbia potuto verificare.

Prima di por termine alle monete di questo papa, crediamo di dover confutare l’attribuzione data da un moderno autor francese1 alla zecca di Roma di un denaro già però prima pubblicato dal Le Blanc2 sulla altrui fede.

Ha nel diritto il busto di Carlo laureato con attorno DN KARLVS IMP AVG REX F ET L, cioè Dominus noster Karlus Imperator Augustus Rex Francorum et Langobardorum, e nel rovescio un tempio simbolo della Chiesa, con attorno × PIANA RELIGIO. L’attribuisce esso decisamente a Roma, quando nessun denaro di tal zecca vi è che gli rassomigli, avendo sempre il nome de’ papi, invece che da Carlo Magno sino al secolo xiii moltissimi denari trovansi sia degli imperatori che dei re d’Italia con questo tipo, e se de’ Carolingi sovente con simil testa, i quali sinora non si possono classificare sotto alcuna zecca, ma che io credo siano stati battuti nel regno Longobardo, poichè di essi un buon numero appartiene a que’ re d’Italia che non furono imperatori, e regnando i quali i papi monete battevano in Roma col solo loro nome, onde probabilmente spettano alla classe de’ denari coniati in Palatio nostro, cioè Palatini, sui quali non mettevasi nome alcuno di città.


STEFANO IV

816-817.


Dieci giorni dopo la morte di Leone III fu eletto a sommo pontefice Stefano di nazione romano.

Subito dopo la sua consecrazione mandò messi a Lodovico qui quasi pro

  1. Combrouse, Atlas du catalogue des monnaies nationales de France. Paris, 1840. Tav. 162.
  2. Traité des monnaies de France. Pag. 102, N° 7.