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quantunque avesse perduto quattro città toltegli dal re Luitprando, per la cui restituzione caldamente il pontefice si raccomandava ai vescovi Longobardi, senza che apparisca che per tal perdita si muovessero gli esarchi; pel contrario troviamo in questi anni1 che una flotta greca avendo preso terra presso Ravenna, ne tentò il saccheggio quantunque loro obbedisse, per il che que’ cittàdini prese le anni dovettero dai Greci difendersi come da nemici.

Sì fatta condotta de’ Bizantini e la persecuzione di Leone contro la Chiesa cattolica, portata al punto di sequestrarle i patrimoni che teneva in Sicilia ed in Calabria e che tanto avevano servito ai papi per la difesa e sostentamento di Roma e del suo ducato, fecero si che l’autorità degli esarchi scapitasse talmente, che a poco più si ridusse che all’amministrazione della giustizia ed all’esazione delle imposte.

Frattanto nel novembre del 741 passò a miglior vita questo pontefice degno successore dei Gregori I e II, lasciando ai Romani memorie delta sua pietà e beneficenza.

Il Ficoroni2 pubblicò, dichiarando di ignorare a qual uso abbia potuto servire, un pezzello quadrato di lastra di rame (Tav. I, N° 1), avente da una parte superiormente una croce con sotto una sbarra orizzontale, indi la parola GREII e nuovamente una sbarra con sotto PAPE il tutto in un circolo di perlette, e dall’altra in ugual circolo una croce e sotto SCI indi una sbarra poi PTR, le quali lettere benissimo lesse Gregorii pape e Sancti Petri. Il qual pezzo che trovossi pesare grani 75 del marco di Troyes3, anche da altri pubblicato, venne dal Cinagli4 classificato come prima moneta papale senza addurre prova alcuna.

Avanti però di cercare cosa tal pezzo fosse ed a qual uso servisse, credo utile anche per la numismatica romana meglio bizantina sino all’impero di Carlo Magno, di dire qualche cosa sulle monete battute in Italia dagli imperatori di Costantinopoli.

Commettendo di parlare di esse per il tempo che corse prima di Giustino II

  1. Muratori, all’anno 733.
  2. De plumbeis antiquorum numismatibus. Romae 1750, Tav. XIII, N° 5 e pag. 49.
  3. Conservo il sistema duodecimale perchè il solo in uso ne’ bassi tempi; noto però a maggior facilitazione che il marco di Troyes se uguale a grammi 244,753, e che in quanto alla bontà, pell’oro caratti 24 e pell’argento denari 12 equivalgono a millesimi 1000 del sistema decimale.
  4. Le monete dei papi descritte. Fermo 1848, pag. 1.