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BENEDETTO V

964-965.


Nel mentre che l’imperatore Ottone stava raccogliendo forze per venire sopra di Roma, mancato di vita Giovanni XII, il clero e il popolo senza altro aspettare, e non tenendo conto dell’intruso Leone VIII, addivennero sulla metà di maggio del 964 all’elezione d’un nuovo pontefice nella persona di Benedetto V, il quale fu subito consecrato, ma dopo l’entrata di Ottone, essendosi presentato al conciliabolo da questo radunato, venne preso e dallo imperatore stesso mandate prigione in Germania, dove fu dato in custodia all’arcivescovo d’Amburgo, presso il quale probabilmente nel giugno del 965 passò all’altra vita.

Troppo breve fu la sua residenza in Roma, poichè durò solamente dal finir di maggio agli ultimi di giugno del 964, per poter credere che a lui appartenghino i denari dal Cinagli attribuitigli nella pag. 10, e che vedremo essere del Sesto e Settimo; in quanto a quello datogli dal Vignoli1, quantunque mal conservato si riconosce essere lo stesso che con più ragione indi descrisse come di Benedetto VI.

Dal Cinagli nel suo supplemento2 furono pure come di questo papa descritti e figurati due denari, che disse esistenti nella collezione dell’avvocato cav. Baluffi in Ancona, ma che non essendo più egli in vita dal 1852, ed essendo stata venduta la sua raccolta di monete papali, non mi fu più possibile di vedere.

Essendo essi in cattivo state di conservazione e molto mancanti nelle leggende, assai deforme ne risulti il disegno calco comunicato all’autore, cosicchè in uno mise in testa alla figura di S. Pietro un zucchetto quale ora si usa dagli ecclesiastici, e nell’altro un berretto con una piccola nappa all’estremità simile a taluni da notte in cotone. Il primo è evidentemente lo stesso che descriveremo parlando di Benedetto VII, ed il secondo appartiene al VI, solamente che per essere molto guasto in luogo di OTTO lesse FOCA, il qual nome, dato il caso che questo papa si fosse messo sotto la protezione dell’imperatore bizantino, il che non è nemmen probabile, non avrebbe dovuto mettere, ma Niceforo come vedesi sulle monete di questo augusto.

  1. Pag. 72.
  2. Come avanti, pag. 447 e Tav. IV, N° 18 e 19.