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chi sorridenti d’amore, aveva anima di cospiratrice; che aveva dovuto fuggire da Modena dove la Polizia la riteneva per un soggetto pericoloso; che ricoveratasi in Francia, a Marsiglia, aveva schiuso la porta della sua casa ai più illustri rappresentanti dell’idea rivoluzionaria italiana, ai fratelli Fabrizii, all’Ardoino, al conte Bianco, a Luigi Amedeo Melegari, all’Armandi, a Gustavo Modena, e, segnatamente, a Giuseppe Mazzini che l’aveva subito amata d’un affetto immenso, pazzo; che aveva seguito il suo giovine e già celebre amico in Isvizzera; che l’aveva più d’una volta sottratto alle ricerche della polizia federale, nascondendolo in sua casa; che conosceva tutti i segreti della Giovine Italia; che insieme al Mazzini, verso la metà del 1833, aveva preparato una spedizione sul territorio Italiano, che poi fu infruttuosamente tentata nei primi giorni del febbraio 1834 in Savoia; che era venuta a cercare aiuti per siffatta spedizione in Toscana; che durante il suo soggiorno a Firenze ebbe dal Mazzini numerose lettere in cui il capo della Giovine Italia le apriva schiettamente l’animo suo e che fra una frase d’amore e l’altra le dava notizia non solo d’ogni suo pensiero, d’ogni suo atto, ma d’ogni pensiero e d’ogni atto dei suoi amici di cospirazione, non esclusi i più compromessi, e si sfogava in maledizioni contro il generale Ramorino, ch’egli riteneva traditore1; Giuditta Bellerio, diciamo,

  1. Delle lettere del Mazzini, che noi speriamo quanto prima di rendere di pubblica ragione, diamo qui in nota il seguente passaggio, che si riferisce all’ardente passione che la Bellerio aveva ispirato al profugo genovese: „Vois-tu combien de lettres en si peu de jours! Je te benis mille fois, toi, mon ange de consolation, et le hazard aussi qui a fait en sorte, qui toutes tes lettres arrivent presqu’en même temps. Mon Dieu! j’en avais et j’en ai encore bien besoin — car, tu es ma vie a moi: il reste n’est que douleur et misére. Toi, tu me parles avec tant d’amour — il y a des mots dans ta lettre da 15 qui m’ont fait encore et malgré tout tresaillir de bonheur. Sais-tu ce qui cela veut dire pour moi, et dans ma position d’ésprit? Je te dis; ah! ne doute jamais de moi, de mon amour, de rien; tu serais coupable envers moi, car j’ái appris moi même dans ces dérniers jours la force de mon amour.„ La lettera è del 26 febbraio 1834, cioè, di pochi giorni dopo la spedizione di Savoia.