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II.



15O critico, i miei versi erano un groppo
Di puledri dall’anima di foco,
La testa, il crin, le quattro zampe a’ venti.
Tu lor getti il capestro e lor misuri
Col palmo i nervi. Bada a te, per Dio!
20Hanno sangue di re, nè voglion plebe
Attorno ignara di speroni e sella.
Or che li hai misurati e palpeggiati,
Critico, alla tua guisa li vorresti.
Meglio, forse; ma fècili alla mia.
25Dunque dentro al cervello piccioletto
Tu pur serbavi piccioletta stilla
Di pöesia? Sta bene, or vanne altrove;
Lascia gli uguali giudicar gli uguali.