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Ma di questo grand’uomo, oltre ad una statua di marmo, che fu posta in Ravenna nella Badia di San Giovanni Evangelista, di cui egli fu Commendatario (Fabri, Ravenna ricercata, p. 119.) in varii tempi ritratti si fecero, onde la faccia di lui ancora, insieme co’ monumenti del suo sapere e della sollecitudine per la cultura delle lettere, alla posterità pervenisse. Gentile Bellino lo aveva dipinto nella sala del Maggior Consiglio, rappresentando un pezzo dell’istoria di Papa Alessandro III. venuto a Venezia (Sansovino, Venetia citta nobilissima et singolare, p. 131.). Galasso Galassi Ferrarese in Santa Maria in Monte di Bologna dipingendo, per ordine del Bessarione Legato in quella città, l’Assunzione di Maria Vergine, fra molte figure aveva posta anche l’effigie di lui (Superbi, Apparato de gli huomini illustri della città di Ferrara, p. 121. Baruffaldi, Vita di Galasso ms.). Facendo stampare in Parigi nell’anno 1471. l’opera sua, intitolata Rhetoricorum Libri tres, Guglielmo Fichetto Francese; un esemplare ornatissimo, in carta pecora impresso, ne offerì al Cardinale, con due carte al principio contenenti la dedicazione stampata ed una bella miniatura, che ha il ritratto di lui di tutta figura sedente sotto un baldacchino, e l’autore in ginocchioni che l’opera gli presenta: e questo libro nella Regia Libreria di San Marco tuttora si custodisce. Bartolommeo Suardi Milanese, detto Bramantino, nel palazzo Vaticano lo aveva anch’egli ritratto; e dovendosi demolire quella parte di edifizio che lo conteneva con altri ritratti d’uomini illustri, Raffaello prima ne fece cavare una copia, la quale poi per mezzo di Giulio Romano nel museo di Paolo Giovio è passata (Vasari Vite T. III. p. 252.). Altro ritratto finalmente deve essersi conservato


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