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rità. Di ciò che i lettori da per se, o col mezzo di libri facili a vedersi bene saper possono, quasi nessun pensiero preso mi sono: altrimenti d’opere e d’artisti quanto da dire non avrei avuto? Quando però mi trovai nel caso di potere dar fuori notizie nuove, o di ammendar errori di autori gravi, non mi sono mai guardato dal farlo; persuaso che così vie maggiormente grato agli amatori di questa sorte di erudizione il libro riuscito sarebbe. Giudicii miei sopra il merito degli artefici non ho frammessi giammai; perciocchè in vece d’esser io preso dall’ambire il tuono decisivo di alcuni moderni scrittori su queste materie, sono anzi d’opinione con Plinio il giovine che de pictore, sculptore, fusore, nisi artifex iudicare non potest (Lib. I. Ep. 10.). Qualun-


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