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sa conzà, maxime il Coro con panni d’oro e spalliere del Vescovo di Lodi, pezzi numero otto, con casamenti e teatri ec. Item erano in chiesa alcune spalliere e tornoletti del Sig. Alberto da Carpi, che li ha in questa terra impegnati, quando fu cazzà del stato: etiam un razzo d’oro troncafila, fu del Cardinal Grimani, con due altri razzetti bellissimi e di gran valuta del Patriarca Grimani di Aquileia; in uno è Cristo si cava di croce con assai figure, in l’altro la natività della Madonna.

(119) E’ questo Ambrogio Leone professore di Medicina in Venezia, ed insieme uomo di antichità erudito. Opere sue a stampa vi sono che onore gli fanno, De Nola patria sua, Quæstiones seu Problemata, Castigationes adversus Averroem, De Nobilitate rerum, De Virtutibus, Actuarius de Urinis Latine redditus: ma oltre a queste alcune lasciate inedite ne indica Camillo di lui figliuolo dedicando nell’edizione di Venezia 1525. il Dialogo de Nobilitate rerum ad Enrico Orsino Prencipe di Nola; cioè De Bisexto, De I & E, Dialogus de vi ridendi cui nomen Gallucia, Lucubrationes in sextum Metaphysices, De signis pluviarum & ventorum, Annotationes in theriacam. Erasmo di Roterdam lo conobbe in Venezia, e concepì grande stima di lui, riguardandolo come uno de’ ristoratori della Medicina. Lettere reciproche di ambedue fra quelle di Erasmo si trovano a stampa; in una delle quali questo scrive ad Ambrogio: Græcas litteras iam canescens, & tamen feliciter, amplexus es gravi exemplo (Ep. CCCCLXVI.), e ciò prendendo a maestro Marco Musuro che quelle in Venezia professava pubblicamente (Ambr. dedic. Castig. in Averroem ad Leon. X. 1517.). Anche di Musica Erasmo lo fa dotto e pratico assai; ed esponendo il proverbio Bis per omnia so-


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