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cuni Dialoghi di Luciano da varii in Latino tradotti; de’ quali un esemplare stampato in carta pecora vide Apostolo Zeno nella Libreria Imperiale di Vienna, ma lacero le prime carte da chi verisimilmente le tolse via per rubarne le miniature, nel rimanente ornato di altre bellissime di mano dello stesso miniatore Bordone (Biblioteca dell’eloquenza italiana, T. II. p. 268.). In altra Supplica per la stampa del suo Isolario, che si fece in Venezia nel 1528, similmente egli si nomina: e Marino Sanudo negli allegati Diarii vi si uniforma scrivendo sotto il giorno 6. Marzo 126: Fu letta una Grazia de M. Benetto Miniador, qual vol far stampar uno libro di tutte le ixole del mar con li nomi antiqui & moderni, siti, costumi, istorie, fabule, & ogni altra cosa a quelle pertinente, opera con gran fatica fatta, che niun per anni diece la possi far stampar sotto pena ec. Et fu posto per li Conseieri, concedendoli quanto el domanda. Fu presa. Se questo Benedetto sia stato padre di Giulio Cesare, ed avolo di Giuseppe Scaligeri, senza lunga discussione, ad esempio del Zeno nel citato libro, non è cosa da farsene decisione.

(107) In casa di Andrea Odoni è il suo ritratto di mano di Lorenzo Lotto, che è molto bello. Vasari nella Vita di Iacopo Palma ec. T. VII. p. 27.

(108) E’ questa la più autorevole testimonianza che ci resti per fissare la patria di Bonifacio; di maniera che va creduto al Lomazzo (Indice del Trattato ec.) al Sansovino (Cose notabili di Venezia, Lib. I. ed. 1561. e Venetia citta nobilissima et singolare, p. 74 t. 84. t. ec.) al Biancolini (Supplem. alla Cronaca di Verona del Zagata T. II. p. 204.) al Bartoli (Pitture di Rovigo p. 268.) ed agli altri che di Verona nativo lo fanno; e rimane insussistente l’


asser-