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da acapulco a cigualan

CAPITOLO II.

da acapulco a cigualan.


Dei quattro porti che il Messico possiede sull’oceano Pacifico, San Blas, Zacatula, Tehuantepec e Acapulco, quest’ultimo offre maggiori comodi alle navi. La città è male costrutta e malsana, è vero, ma la rada è sicura e potrebbe contenere facilmente cento vascelli. Alte ripe riparano i bastimenti da ogni parte, e formano un bacino così placido, che uno straniero, il quale giungesse per terra, crederebbe di veder un lago chiuso in una cerchia di montagne.

Acapulco, a quel tempo, era protetto da tre bastioni che lo fiancheggiavano, mentre la gola era difesa da una batteria di sette pezzi di cannoni, che all’occorrenza poteva incrociare ad angolo retto i suoi fuochi con quelli del forte Santo Diego. Questo forte, fornito di trenta pezzi d’artiglieria, comandava tutta la rada, ed avrebbe infallibilmente colato a fondo qualsiasi nave che avesse tentato di forzare l’ingresso del porto.

La città non aveva dunque nulla da temere, e pure un panico generale l’aveva colta, tre mesi dopo gli avvenimenti narrati più sopra.

Infatti, una nave era stata segnalata al largo. Inquietissimi sulle intenzioni di questo bastimento sospetto, gli abitanti di Acapulco erano tuttavia mal rassicurati. Gli è che la nuova Confederazione temeva ancora, non senza ragione, il ritorno del