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un dramma al messico


L’isola di Guajan dipende, come tutte le Marianne, dalla capitaneria generale delle isole Filippine. Gli Spagnuoli, essendo colà in casa loro, poterono rimediare prontamente alle avarie.

Durante questo soggiorno forzato a terra, don Orteva avvertì don Roque del rallentamento della disciplina notato da lui a bordo, ed i due capitani si proposero di raddoppiare di vigilanza e di severità.

Don Orteva ebbe a sorvegliare più d’ogni altro due uomini del suo equipaggio, il luogotenente Martinez ed il gabbiere Josè.

Il luogotenente Martinez, avendo compromesso la sua dignità nei conciliaboli del castello di prua, aveva dovuto essere più volte consegnato, e mentre egli era in arresto, l’aveva sostituito nelle funzioni di luogotenente della Constanzia l’aspirante Pablo. Quanto al gabbiere Josè, era uomo vile e spregevole, che stimava i sentimenti a peso d’oro. Si vide dunque stretto da vicino dall’onesto terzo uffiziale Jacopo, in cui don Orteva fidava interamente.

L’aspirante Pablo era una di quelle nature elette, schiette e coraggiose, alle quali la generosità ispira grandi cose. Orfano, raccolto ed allevato dal capitano don Orteva, egli si sarebbe fatto ammazzare per il suo benefattore. Nelle sue lunghe conversazioni col terzo uffiziale, Jacopo si lasciava andare trascinato dall’ardore della sua gioventù, e dallo slancio del proprio cuore, a parlare della tenerezza filiale ch’egli provava per don Orteva. Ed il bravo Jacopo gli stringeva vigorosamente le mani, comprendendo ciò che l’aspirante diceva sì bene. Così adunque don Orteva aveva due uomini devoti, sui quali poteva fare assegnamento.