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una lepre che attraversa la strada


Nicola volle slanciarsi! Fu trattenuto. Il cavallo, non essendo guidato, si precipitò col suo cavaliere in quella frana.

Nadia e Nicola mandarono un grido di terrore!...

Dovettero credere che il disgraziato compagno fosse stato stritolato nella caduta!

Quando si andò a rialzarlo, Michele Strogoff, che aveva potuto buttarsi giù della sella, non aveva ferita alcuna, ma il disgraziato cavallo aveva rotto due gambe e non era più in grado di servire.

Fu lasciato morire in quel luogo, senza pur dargli il colpo di grazia, e Michele Strogoff, attaccato alla sella di un Tartaro, dovette seguire a piedi il distaccamento.

Non un gemito tuttavia, non una protesta! Egli camminò a passo rapido, tirato appena da quella corda che lo legava. Era sempre lo stesso uomo di ferro, di cui il generale Kissoff aveva parlato allo czar!

Il domani, 11 settembre, il distaccamento valicava la borgata di Chibarlinskoe.

Avvenne allora un incidente, che doveva avere gravissime conseguenze.

Era venuta la notte. I cavalieri tartari, essendosi riposati, s’erano più o meno ubbriacati, e stavano per ripigliar le mosse.

Nadia, che fino allora e quasi per miracolo era stata rispettata da quei soldati, fu insultata da uno di essi.

Michele Strogoff non aveva potuto veder nè l’insulto, nè l’insultatore, ma Nicola aveva visto per lui.

Allora, senza riflettere, senza forse aver coscienza della propria azione, Nicola mosse tran-