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michele strogoff


I soldati l’arrestarono.

L’Emiro fece allora un gesto, dinanzi al quale si curvò tutta la folla, poi additò il Corano, e gli fu portato. Egli aprì il libro sacro e pose il dito sopra una delle pagine.

Era il caso, o meglio, come pensano questi orientali, Dio medesimo che doveva decidere la sorte di Michele Strogoff. I popoli dell’Asia centrale dànno a tal pratica il nome di fal. Dopo d’aver interpretato il senso del versetto toccato dal giudice, essi applicano la sentenza qualunque sia.

L’Emiro aveva lasciato il dito sulla pagina del Corano. Il capo degli Ulema s’accostò allora e lesse ad alta voce il versetto che terminava colle seguenti parole:

«Ed egli non vedrà più le cose della terra.»

— Spia russa, disse Féofar-Kan, tu sei venuto per vedere quello che si compie nel campo tartaro! Guarda, dunque, guarda!


CAPITOLO V.

guarda, dunque, guarda!


Michele Strogoff, colle mani legate, fu trattenuto in faccia al trono dell’Emiro a piedi della terrazza.

Sua madre, vinta finalmente da tante torture fisiche e morali, si era accasciata, non osando più nè guardare, nè ascoltare.

— Guarda, dunque, guarda! aveva detto Féofar-Kan tendendo la sua mano minacciosa verso Michele Strogoff.