Pagina:Michele Strogoff.djvu/11


— 11 —

una festa al palazzo nuovo

averne una sola, invariabilmente stereotipata nel suo cervello.

Queste differenze fisiche avrebbero facilmente dato nell’occhio al meno osservatore degli uomini, ma un fisionomista, guardando un po’ da vicino i due stranieri, avrebbe determinato nettamente il contrasto fisiologico che li segnalava, dicendo che il Francese era tutt’occhi, l’Inglese era tutt’orecchi.

Infatti, gli organi visivi dell’uno erano stati singolarmente perfezionati dall’uso. La sensibilità della retina doveva essere istantanea, come quella di quei prestigiatori che riconoscono una carta nel rapido movimento del taglio. Codesto Francese possedeva dunque in massimo grado ciò che si chiama «la memoria dell’occhio.»

L’Inglese invece sembrava propriamente fatto per ascoltare ed intendere. Quando il suo timpano era stato colpito dal suono d’una voce, non la poteva più dimenticare; dopo dieci anni, dopo venti, l’avrebbe riconosciuta fra mille; le sue orecchie non avevano certo la facoltà di muoversi come quelle degli animali forniti di gran padiglioni auditivi; ma poichè gli scienziati hauno accertato che le orecchie umane non sono immobili che «all’incirca,» si avrebbe avuto il diritto di asserire che quelle del suddetto Inglese, rizzandosi o piegandosi, cercassero di cogliere i suoni in un modo alquanto apparente pel naturalista.

Convien far osservare che tale perfezione della vista e dell’udito in quei due uomini li serviva meravigliosamente nella loro professione, perchè l’Inglese era un corrispondente del Daily-Telegraph, ed il Francese un corrispondente del.... di qual giornale o giornali egli non diceva, e quando