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atto secondo 31


corregger l’ingiustizia e sollevarti

ad onta sua. Giá Lampsaco e Miunte,
e la cittá, che il bel Meandro irriga,
son tue da questo istante; e Serse poi
del giusto amore, onde il tuo merto onora,
prove dará piú luminose ancora.
Temistocle. Deh! sia piú moderato
l’uso, o signor, del tuo trionfo; e tanto
di mirar non ti piaccia
Temistocle arrossir. Per te finora
che feci?
Serse.   Che facesti! E ti par poco
credermi generoso?
fidarmi una tal vita? aprirmi un campo
onde illustrar la mia memoria? e tutto
rendere a’ regni miei
in Temistocle sol quanto perdei?
Temistocle. Ma le ruine, il sangue,
le stragi, onde son reo...
Serse.   Tutto compensa
la gloria di poter nel mio nemico
onorar la virtú. L’onta di pria
fu della sorte; e questa gloria è mia.
Temistocle. Oh magnanimi sensi,
degni d’un’alma a sostener di Giove
le veci eletta! oh fortunati regni
a tal re sottoposti!
Serse.   Odimi. Io voglio
della proposta gara
seguir l’impegno. Al mio poter fidasti
tu la tua vita; al tuo valore io fido
il mio poter. Delle falangi perse
sarai duce sovrano. In faccia a tutte
le radunate schiere
vieni a prenderne il segno. Andrai per ora
dell’inquieto Egitto