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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/317


ATTO SECONDO

li I

Agenore.

Ah! calma

A MINTA.

Agenore.

Aminta.

Agenore.

Aminta.

Agenore.

Aminta.

Agenore.

quegl’impeti, o mio re.

Scordarmi Elisa!

Se lo tentassi, io ne morrei.

T’inganni :

di tua virtù non ben conosci ancora tutto il valor. Sentimi solo; e poi...

Che mai, che dir mi puoi?

Che, quando al trono sceglie il cielo un regnante...

(vede Elisa alla destra) Ah ! viene Elisa.

Fuggiam.

Non lo sperar.

Pietà, signore,

di te, di lei. L’ucciderai, se parli pria di saper...

Non parlerò, tei giuro.

No: dèi fuggirla. Andiam : soffri un eccesso dell’ardita mia fé sol questa volta.

(lo prende per mano e il trae seco in fretta verso la sinistra)

SCENA Vili

Tamiri dalla sinistra. Elisa dalla destra, e detti.

Tamiri.

Dove, Agenore?

Agenore.

Oh stelle !

Elisa.

Aminta, ascolta

Agenore.

Ah, principessa!

Aminta.

Ah, mio tesoro!

Tamiri.

(ad Agenore) E tanto

attenderti convien?

Elisa.

(ad Aminta) Tanto bisogna

sospirar per vederti?

Tamiri.

(ad Agenore) A me pensasti ?

Elisa.

Pensasti a me? (ad Aminta)