Apri il menu principale

Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/280


274

XX - 1PERMESTRA

Linceo.

Plistene.

Linceo.

Pi.istene.

Linceo.

Plistene.

Linceo.

Plistene.

Linceo.

Elpinice.

Linceo.

Elpinice.

SCENA III Linceo, poi Plistene.

Qual sarà, giusti numi,

mai la cagion... Ma ciecamente io deggio

il comando eseguir.

(affannato) Pur ti ritrovo,

principe, alfin: sieguimi, andiamo.

E dove?

A punire un tiranno, a vendicarci de’ nostri torti. I tuoi seguaci, i miei corriamo a radunar.

Ma quale offesa...

Danao ti vuole estinto : indur la figlia a svenarti non seppe: ad Elpinice sperò di persuaderlo: essa la mano promise al colpo, e mi svelò l’arcano. Barbaro! Intendo adesso le angustie d’Ipermestra. In questa guisa premia de’ miei sudori...

Or di vendette,

non di querele, è tempo. Andi un.

Non posso,

caro Plistene. All’idol mio promisi quindi partir: voglio ubbidirlo.

SCENA IV Elpinice e detti.

Io gelo di timor.

Che fu?

Udite.

S’invia

alle stanze del re, condotta a forza