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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/267


ATTO SECONDO

2ÓI

Plistene.

IPERMESTRA.

Plistene.

Ipermestra.

Plistene.

Ipermestra.

Plistene.

Ipermestra.

Plistene.

Linceo.

Nelle tue stanze

ti cerca invan ; ma lo vedrai fra poco qui comparir.

(Misera me!) Plistene, soccorrimi, ti prego; abbi pietade delPamico e di me. Fa’ ch’ei non venga dove son io; mi fido a te.

Ma come

posso impedir?...

Di conservar si tratta la vita sua. Più non cercar; né questo, ch’io fido a te, sappia Linceo.

Ma l’ami?

Più di me stessa.

Io nulla intendo. E puoi lasciarlo a tanti affanni in abbandono?

Ah, tu non sai quanto infelice io sono!

Se il mio duol, se i mali miei, se dicessi il mio periglio, ti farei cader dal ciglio qualche lagrima per me.

È si barbaro il mio fato, che beato — io chiamo un core, se può dir del suo dolore la cagione almen qual è. (parte)

SCENA IV Plistene, poi Linceo.

Di qual nemico ignoto ha da temer Linceo? Perché non deggio del suo rischio avvertirlo? E con qual arte impedir potrò mai...

Ipermestra dov’è?