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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/167


ATTO SECONDO

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Licinio, (ad Attilia) A’ mali estremi diasi estremo rimedio.

Amilcare, (a Barce) Abbia rivali

nella virtù questo romano orgoglio.

Attilia. Esser teco vogl’io. (a Licinio)

Barge. (ad Amilcare) Seguirti io voglio.

Licinio. No: per te tremerei, (ad Attilia)

Amilcare. No: rimaner tu dèi. (a Barce)

Barce. (ad Amilcare) Né vuoi spiegarti?

Attilia. Né vuoi ch’io sappia almen... (a Licinio) Licinio, (ad Attilia) Tutto fra poco

saprai.

Amilcare. Fidati a me. (a Barce)

Licinio. Regolo in Roma

si trattenga, o si mora, (parte)

Amilcare. Faccia pompa d’eroi l’Africa ancora.

(s’incammina, e poi si rivolge) Se minore è in noi l’orgoglio, la virtù non è minore; né per noi la via d’onore è un incognito sentier.

Lungi ancor dal Campidoglio vi son alme a queste uguali; pur del resto de’ mortali han gli dèi qualche pensier. (parte)

SCENA XI Attilia e Barce.

Attilia. Barce. Aitili a. Barce. Attilia.

Barce!

Attilia !

Che dici?

Che possiamo sperar?

Non so. Tumulti

certo a destar corre Licinio; e questi

Metastasio, Opere - JV.

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